Io Voterò PDL
Marzo 6, 2008 at 11:08 pm | In Azione Giovani, politica | 1 CommentDa quando per la prima volta ho scirtto sul Pdl ho continuato a leggere, sentire opinioni , confrontarmi e ho potuto cosi vedere come molti hanno cambiato idea, rispetto allo sbandamento iniziale mentre ovviamente resta ancora quella parte completamente contraria che comunque continua a ridimensionarsi.
Francamente ero convinto prima che il partito unico fosse una naturale conseguenza della direzione che An aveva preso già dai tempi della sua fondazione e lo sono ancora oggi. Le intenzioni verso le quali il partito si è mosso in questi anni ero chiare e lampanti, non si tratta di una svolta per nulla casuale. In politica si sa i cambiamenti spesso sono preparati, ponderati ma i colpi di scena e gli stravolgimenti dell’intero quadro politico avvengo con velocità fulminee e li o si è dentro o si resta troppo indietro rispetto agli altri, e restare fuori potrebbe significare pagare prezzi altissimi.
Non voglio comunque parlare e scrivere sulle scelte dei vertici e su come questa decisione si doveva prendere ma personalmente mi voglio rivolgere a tutti quelli che sono pronti a mettere la croce sul altri simboli che non sono quelli del Pdl, agli scontenti e a chi invece per i propri fini strumentalizza la questione per tirare acqua verso i propri mulini.
È fuori ogni ombra di dubbio che gli storaciani sono li in agguato a gridare fantomatici tradimenti, a gridare che loro non moriranno democristiani e tutte quelle belle frasi che fanno molto effetto sulla nostra base militante una base sicuramente molto sensibile e affezionata al tema dell’identità. Chi assume questi comportamenti dovrebbe avere un minimo di coerenza con se stesso e cambiare partito, cose che la maggior parte effettivamente non fa mantenendo ben salde le posizioni in attesa del risultato elettorale e questo è semplicemente vergognoso, si può capire chi voterà per la destra anche se fa parte di AN ma non certo chi si impegna in una campagna elettorale pur restando nel nostro partito, questo non è assolutamente tollerabile.
In questi giorni ho avuto modo di chiarirmi molto le idee e di farmi delle mie opinioni su tutta la questione.
Come ha scritto lo stesso Alemanno in un aritcolo “Questo è il tempo in cui si deve ripartire dalle basi ideologiche, programmatiche e culturali che da sempre ci hanno caratterizzato. Infatti, ci siamo sempre ispirati all’idea che, prima dei partiti e prima delle appartenenze particolari, ci fosse il bene comune rappresentato dall’Italia, un bene comune di fronte al quale si deve essere in grado anche di sacrificare se stessi e i propri interessi particolari.
Questa è l’idea con cui dobbiamo accostarci alla nascita del Popolo delle libertà.
Ma occorre costruire bene l’architettura di questo nuovo soggetto politico.
Il rischio è, infatti, quello di cadere di nuovo nel vecchio equivoco: quello di ritenere che sia sufficiente dar vita ad una generica realtà moderata, più o meno centrista, nella convinzione che le elezioni si vincano al centro, dicendo le cose più sbiadite possibili.
È vero che ci vuole una grande alleanza per l’Italia, ma questa grande alleanza non deve essere generica, priva di direzione né di determinazione; essa non può fare a meno dei nostri valori.”
1) 1) Sarebbe da irresponsabili non partecipare a questa fase politica nazionale facendo spostare il baricentro verso il centro regalando l’Italia a chi prima di Tangentopoli la stava distruggendo a chi oggi ripulito si presenta come il nuovo ma non è che non è altro che un vecchio tassello della Prima Repubblica.
2) 2) Sarebbe da irresponsabili otre che da cretini non partecipare a questa fase politica partitica, una fase dove il confronto, la discussione interna, il dibattito non possono che farci crescere politicamente e maturare su tutti i piani. È una fase dove il contributo di tutti per quanto piccolo che possa essere può servire a tutta la comunità.
3) 3) Sarebbe da irresponsabili non rinnovare le tessere, abbandonare il partito perché magari ci si sente traditi senza partecipare più attivamente alla militanza, nel momento in cui il partito ha maggiormente bisogno della sua base. Ricordiamocci che per il momento il PDL è solo un accordo elettorale e che altre decisioni passeranno per un congresso nel quale i giochi non sono per nulla fatti e dove tutti potranno far sentire la propria. Un congresso in cui sicuramente ne succederanno delle belle e sarebbe un peccato non esserci.
4) 4) Personalmente voterò per il PDL, e voterò per non regalare nuovamente il paese alla sinistra. Per quanto riguarda Storace non rappresenta assolutamente una valida alternativa ma anzi un ennesimo goffo tentativo di cercare di guadagnare potere politico senza attuare la minima coerenza tra le proprie azione e le proprie dichiarazioni.
5) 5) Anche se voterò per il PDL non sono d’accordo sullo scioglimento di AN attualmente i tempi non sono maturi ma stiamo per affrontare due fasi quella del 13 aprile prima, e quella di ottobre poi che potrebbero cambiare ancora nuovamente tutto. Personalmente credo che una confederazione, mantenendo le strutture separate, in maniera da organizzare e gestire meglio una fase di transizione verso il partito unico, sia la soluzione migliore. Una fase che permetta di costruire un nuovo soggetto politico gradualmente garantendo l’apporto di esperienze, valori, idee e programmi, una fase che raccolga il meglio dei movimenti che sono entrati a fare parte del PDL, una cernita per creare qualcosa di veramente nuovo e fresco che possa rilanciare il nostro paese.
Noi giovani, da uomini liberi, non possiamo certamente stare alla finestra e perdere delle occasioni come queste per farci sentire per partecipare attivamente a ciò che ci circonda non possiamo assolutamente scadere in un qualunquismo di fondo rimpiangendo i tempi che furono senza fare niente limitandocci a dire che siamo stati traditi o chissà cosa, noi dobbiamo fare quello che abbiamo sempre fatto… Noi dobbiamo combattere dobbiamo essere presenti e partecipare, dobbiamo continuare inesorabilmente a MILITARE. Come qualcuno mi ha detto “non ci lasciamo mutare dagli eventi ma li pieghiamo alla nostra visione del mondo”, non dobbiamo mai perdere la grinta e lo forza che ci contraddistinguono. Cari ragazzi non fermatevi alle apparenze, non smettete di pensare di confrontarvi, non vi appiattite sul pensiero che sia finito perché questo e solo l’inizio di un’altra avventura, un’altra battaglia che noi non possiamo non combattere, noi siamo i militanti di Azione Giovani e come al solito faremo la differenza. Nessuno di noi è solo perché tutti facciamo parte di una comunità e se singolarmente possiamo essere solo dei giovani che amano la politica insieme siamo una comunità che fa vera politica lasciamo stare chi fugge nella speranza di trovare più spazio altrove noi dobbiamo restare e lottare, dire la nostra contribuire a scrivere il nostro futuro.
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Lo spettro del partito contenitore avanza inesorabile, ovattato dall’obiettivo elettorale. Un ambizioso progetto nell’aria ben prima che Berlusconi lo scandisse fuori programma dal predellino dell’auto in piazza San Babila. Agognato dal Cavaliere – aspirante novello duce – smanioso di arringare le folle e consapevole della scarsa propensione alla piazza del popolo azzurro, perciò ben disposto ad aggregare anche gli ex-missini che della militanza hanno sempre fatto il proprio fiore all’occhiello. Desiderato da Fini – aspirante erede al trono di Palazzo Chigi, appena Silvio deciderà di affacciarsi dal balcone del Quirinale – smanioso di liberarsi del pesante fardello della fiamma tricolore, non certo del patrimonio elettorale da questa generato, in ciò agevolato dal ruolo di amministratore unico ed indiscutibile che il partito, anno dopo anno, gli ha assegnato, consegnando nelle sue mani anche il potere di carriera di chiunque.
Eppure, nonostante i desideri spasmodici dei due leader e pavlovianamente dei più fidi collaboratori, la propensione a fondersi dei due partiti non è mai stata unanime, soprattutto nei territori dove, seppure alleati, il rapporto tra FI ed AN è sempre stato di buon vicinato, ma senza concedersi troppa confidenza. Per capirlo, basterebbe osservare questi giorni di campagna elettorale e soprattutto considerare la fatica nella composizione delle liste uniche per le Amministrative, dove col sistema preferenziale le ‘liste dei nominati’ lasciano il posto a quelle dei candidati, con difficoltà e rivalità annesse e connesse. Proprio nei territori ci saranno le più importanti prove di unità, che faciliteranno la fusione (o annessione, secondo i punti di vista) tra gli ex-rivali, prevista motu proprio dai due leader per il prossimo autunno.
Insomma, la saga delle “comiche finali” è durata poco – ma forse è ancora in corso con un cambio di capo comico – e si aprono le previsioni sul risultato del progetto di partito contenitore. Non è bello fare il ventriloquo, ma quando un osservatore politico, ben titolato, esprime brillantemente il tuo pensiero perché non cedergli la parola : “Quello che era AN è morto e defungerà definitivamente nel futuro, perché la proporzione di rappresentazione è impari. Quelli di AN spariranno nel mare grande del partito dei moderati. E’ finito un mondo. Nel peggiore dei modi. L’MSI era un mondo di dibattiti ideali ma di presenza reale nel paese. E’ stato sostituito da un gruppo che della politica aveva fatto la sua professione, isolandosi rispetto al mondo reale e nutrendo rancore verso l’MSI.” (Il Riformista, 14 marzo 2008)
Grazie Pietrangelo Buttafuoco, perché non sempre è stato facile condividere pienamente il tuo pensiero, come ai tempi in cui eri dirigente nazionale del Fronte della Gioventù. Questa volta, però, hai reso semplice l’arduo compito di vedere lontano e di tratteggiare il futuro di una storia politica.
DAL BLOG http://faber2008.blogspot.com/
Comment di Faber — Aprile 9, 2008 #