“Reggio come Palermo”: Azione Giovani rivendica il gesto. E adesso la città ha una grande occasione
Gennaio 14, 2009 at 4:35 pm | In Senza Categoria | 1 Comment
Tratto da Strill…di Claudio Cordova – “L’iniziativa antiracket ‘Reggio come Palermo’ è opera nostra”. Azione Giovani Reggio Calabria rivendica il gesto che, appena alcuni giorni fa, sorprese gran parte della cittadinanza, allorquando, sui muri cittadini, comparvero numerosi manifesti, privi di alcuna firma, di alcun simbolo politico, che auguravano, provocatoriamente, “un buon 2009 agli estorsori”, riprendendo una lettera dell’imprenditore Libero Grassi, pubblicata sul Giornale di Sicilia, esattamente diciotto anni prima.
A diciotto anni di distanza, la lotta al racket si sposta da Palermo a Reggio o, almeno, questo è l’auspicio.
Oggi, la conferenza stampa di “rivendicazione”.
E’ Francesco Spanò, presidente provinciale di Azione Giovani, uno dei principali ideatori dell’iniziativa, a parlare per primo: “La città in questi anni è cambiata, è cresciuta – osserva – ma, nonostante tutto, Reggio è una città nella quale, ancora oggi, si subiscono intimidazioni e, quindi, c’è un deficit di libertà. In città si paga il pizzo ed è molto diffuso il reato di usura. Per questo – prosegue Spanò – abbiamo deciso di mettere in campo questa iniziativa, in forma anonima, senza simboli. Non è nostra intenzione – avverte il presidente provinciale di AG – assumere, per vanto, la paternità di questo gesto. Vogliamo invece allargare la lotta alle estorsioni anche alle altre forze giovanili degli schieramenti opposti e all’associazionismo: stringere, insomma, un patto generazionale per uno scatto d’orgoglio che garantisca il nostro futuro”.
Da Azione Giovani si manifesta la soddisfazione per aver messo in moto un dibattito sul tema. Proprio in quest’ottica si inquadra la decisione di dar vita a un blog(www.caroestortore.blogspot.com) e di istituire una casella di posta elettronica ( caroestortore@gmail.comQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) attraverso cui continuare il percorso appena cominciato. L’invito per i cittadini è quello di scrivere lettere, considerazioni, pensieri. Le parole più significative verranno premiate da una commissione apposita.
L’obiettivo è quello di non mollare la presa, anche alla luce delle numerose reazioni positive registrate: da destra a sinistra, passando, in particolare, per il Prefetto di Reggio Calabria, Franco Musolino e l’attuale commissario regionale della Stazione Unica Appaltante, il magistrato Salvo Boemi.
E’ soddisfatto il consigliere comunale Daniele Romeo, coordinatore regionale di Azione Giovani: “C’è, da parte nostra, la voglia di cambiare questa città – afferma – e oggi sono sicuro che sia nato un movimento rivoluzionario capace di svegliare le coscienze di tutti”. Secondo Romeo sono necessarie iniziative concrete della politica: “Chiedo pubblicamente che il Consiglio Regionale approvi la legge di contrasto alla criminalità come è stato fatto in Sicilia lo scorso 20 novembre. Chiederò inoltre – prosegue il consigliere comunale di AN – che l’amministrazione organizzi incontri formativi sul tema del racket, che istituisca uno sportello informativo per quanti vogliono denunciare e, infine, che aiuti la nascita di associazioni, latenti sul territorio”.
Insomma il dibattito si è innescato. A Reggio, secondo i dati della Commissione Parlamentare Antimafia, il pizzo lo paga il 70% dei commercianti. Si tratta, quindi, di una realtà difficile che però, a parere di Vittorio Siclari, presidente provinciale di Azione Universitaria e vicepresidente provinciale di Azione Giovani, può essere cambiata: “Quello che abbiamo fatto – spiega – è un gesto semplice, anche dal punto di vista grafico, privo di qualsiasi simbolo. E’ stata una scelta precisa per far capire come il contrasto alla criminalità non debba essere un fatto eccezionale, ma semplice, normale. Con il nostro contributo – conclude – daremo ulteriore forza alla magistratura e alle forze dell’ordine”.
“Abbiamo rinnovato un dibattito da tempo sopito”, afferma Beniamino Scarfone, consigliere comunale e membro dell’Esecutivo Nazionale di Azione Giovani.
E’ vero, il dibattito è stato messo in moto.
La lotta al racket, le denunce, non sono quotidiane a Reggio Calabria, ma l’arresto di un estosore, lo scorso 30 dicembre, in seguito a una denuncia, potrebbe essere letto come un segnale di cambiamento.
I prossimi giorni saranno decisivi per capire chi è che ha voglia di combattere la ‘ndrangheta a suon di comunicati e chi, invece, vorrà prendere qualche decisione concreta.
Per Reggio Calabria, la lotta al racket è come la guida per un ragazzo fresco di patente: mettere in moto l’autovettura è relativamente semplice, la parte più difficile è un’altra. Muoversi.
Ma la città, tutta, adesso ha una grande occasione. Sprecarla, sarebbe un delitto.
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Ottimo post…
Ti consiglio di dare un’occhiata al nuovo blog di Palermo, per l’appunto PalermoBlog (http://www.palermoblog.it). Sarebbe interessante avere anche un tuo parere…
Commento di Walter Giannò — Giugno 5, 2009 #