Elezioni Europee: le preferenze nel Comune di Reggio Calabria

Giugno 8, 2009 at 12:50 pm | In Azione Giovani, Reggio Calabria, politica | Leave a Comment

Ecco i dati delle preferenze personali al voto dei Reggini, a completamento di quanto già scritto nell’articolo di stamattina sul voto dei Reggini.
I Reggini Michelangelo Tripodi (Comunisti Italiani) e Giuseppe Sergi (Mpa) hanno trascinato le rispettive liste su dignitose percentuali.
Oltre undicimila voti per Silvio Berlusconi.

by LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

Questo è un ministro :)

Dicembre 7, 2008 at 8:29 pm | In Azione Giovani, politica | Leave a Comment

Firmiamo…Oltre L’emergenza

Ottobre 17, 2008 at 7:28 am | In Azione Giovani, Reggio Calabria, politica | Leave a Comment
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La Cina ha già vinto l’ORO della REPRESSIONE

Agosto 8, 2008 at 8:26 am | In Azione Giovani, politica | Leave a Comment
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Bhè oggi volevo scrivere due righe sulle Olimpiadi in cina, se ne è parlato tanto, e tante polemiche sono uscite fuori in questi giorni, e girando per la rete in caccia di informazioni mi sono imbattutto in un articolo di Azione GIovani Bologna che penso sia semplicemnte perfetto infatti lo riporto qui con una piccolissima aggiustatina ;) , scusatemi ma Giorgia e Giorgia…

“08/08/08, prenderanno il via le olimpiadi cinesi, le più discusse da quelle moscovite (e boicottate) del 1980.

E’ di pochi giorni fà l’ultima polemica legata alla proposta lanciata agli atleti italiani da Giorgia Meloni – ministro della Gioventù e presidente di Aizione Giovani – e da Maurizio Gasparri – capogruppo in Senato del Popolo della Libertà – di disertare la cerimonia d’apertura e di dimostrare il proprio dissenso alla politica cinese in ogni occasione possibile durante i Giochi.
Vogliamo fare i nostri complimenti al nostro Presidente ed al Sen. Gasparri ed al Ministro Giorgia Meloni per la coerenza ed il coraggio di essere fuori dal coro del “politicamente corretto”.
In tempi non sospetti, all’indomani dell’assegnazione alla Cina dell’Olimpiade, Azione Giovani scese in campo (v.immagine), per gridare il proprio no allo svolgimento di una manifestazione così importante nel paese dei Draghi.Un no gridato due anni fa in Piazza Montecitorio durante la nostra festa nazionale Atreju. Un no motivato dal perdurare in Cina di un regime che assomma in sè i mali del comunismo e del capitalismo più sfrenato.
Repressione di ogni libertà civile e religiosa, sistematica violazione dei diritti umani, campi di concentramento (laogai, in mandarino), distruzione sfrenata dell’ambiente, terrorismo finanziario, diseguaglianze sociali: questo è il paese che dovrebbe ospitare i sacri valori rappresentati dal perenne fuoco d’Olimpia.
Ci pareva quindi sacrosanta la proposta avanzata dai due esponenti del PDL, che in tempi non sospetti avevano sostenuto il fronte del boicottaggio vero e proprio alle olimpiadi cinesi.
Si è invece assistito ad un’avvilente levata si scudi assolutamente bipartisan da parte dei perenni paladini del polticamente corretto.
Se non ci meraviglia un un Veltroni alle prese con uno dei suoi acrobatici “ma anche” (giusto boicottare ma anche andare ai giochi), dispiacciono profondamente e ci fanno rabbia alcune dichiarazioni giunteda altre parti e dalle file del centro – Destra stesso.
Dispiace sentire il Ministro degli Esteri liquidare la proposta con il monito a “non politicizzare le Olimpiadi”: perchè non sono forse una vetrina politica per la Cina?
Dispiace sentire il Presidente della Camera Fini dire che “il boicottaggio è inutile”: e quindi dovremmo fare solo ciò che è utile? E ciò che è giusto? Non ci sono forse, a Destra, valori che contano più della mera utilità?
Dispiace sentire Bossi dire che “tanto valeva boicottare i giochi, a questo punto è stupida qualunque altra azione”: quindi l’inesistente Padania ha diritto a essere libera e il Tibet no? Complimenti per la coerenza, vada a dar via i ciapp’ senatur !(in lombardo, così capisce).
Dispiace sentire un campione come il pugile Clemente Russo – che pure afferma di far parte del nostro mondo – definire “incompetenti” la Meloni e Gasparri: capiamo il punto di vista degli atleti, ma altri suoi colleghi hanno annunciato iniziative forti pur partecipando alle olimpiadi. E poi certi Valori e certe battaglie non richiedono sconti.
Dispiace sentire un uomo di sport di valore come il presidente del CONI Petrucci dire che “non è compito dello sport portare avanti certe battaglie”: e invece no, caro Petrucci. Proprio gli sportivi con la loro popolarità possono farsi veicoli di messaggi fortissimi in maniera molto più evidente di tante parole spese dai politici. Rammenta, signor Pertucci, il gesto di Smith e Carlos a Messico ‘68?
Dispiace e fa rabbia ascoltare tutto questo, come ci hanno infastidito nei mesi scorsi la scusa del lungo viaggio addotta da Berlusconi per non andare alla cerimonia di apertura o il dietrofront di Sarkozy, che prima ha annunciato di non prendervi parte, salvo poi essere in prima fila tra due giorni a Pechino.
Ciò ci indigna soprattutto da parte di uomini che, pur condividendo con noi certi Valori, non dimostrano il coraggio di declinarli nella realtà.
C’ è però un unico aspetto positivo in queste Olimpiadi: per un mese, i riflettori del mondo saranno puntati sulla Cina e ciò (come già stiamo vedendo) non farà altro che sottolineare quante nuvole vi siano nel cielo del fu Celeste Impero, quanto minaccioso sia per tutti noi l’Impero dei Draghi.
Per un mese il re sarà nudo: non lasciamo che gli venga cucito addosso un comodo vestito di banconote.”

Reggio: degrado e inciviltà. Tolleranza zero per Azione Giovani

Luglio 9, 2008 at 7:15 am | In Azione Giovani, Reggio Calabria, politica | Leave a Comment
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Decine di migliaia di persone, reggini e forestieri, affollano ogni sera, con una crescita esponenziale negli ultimi anni, il lungomare di Reggio. Gente di ogni età ed estrazione sociale che ha ormai consacrato quale fulcro della propria vita sociale e del proprio divertimento la via marina cittadina. Che questo “sovraccarico umano” cominci a pesare sulle strutture e sul decoro del lungomare è innegabile, è sotto gli occhi di tutti i reggini. Ma la minuziosa descrizione del consigliere Falcomatà, al netto dei tratti pittoreschi ed iperbolici, non aggiunge nulla di politicamente degno di nota. A parte la conferma che anche le nuove leve del centrosinistra reggino soffrono di una cronica “interessatissima” incapacità di analisi dei problemi della città. Non una parola di condanna contro i virtuosi della bomboletta spray. Non una parola contro i vandali devastatori di ogni forma di arredo urbano. Tutta colpa dell’assenza di “buon gusto” dell’Amministrazione ! E poco importa se i piani di sorveglianza straordinaria delle aree più a rischio, attuati lo scorso anno dall’Amministrazione, siano oggi ridimensionati per la scellerata campagna del centrosinistra contro i 110 giovani vigili urbani preposti a tali compiti. Poco importa se la speranza di avere un lungomare da vivere 12 mesi l’anno, come antidoto al degrado che nasce dalla desolazione dei luoghi, sia stata vanificata da una crociata priva di senso contro i gazebo fissi. Sia chiaro a tutti che il decoro del Lungomare, così come dell’intera città, non può che essere il risultato della somma tra l’azione di manutenzione degli enti preposti e il senso civico dei reggini. Dimenticare uno degli addendi per far ricadere l’intera responsabilità dello stato dell’arte sull’Amministrazione comunale è un’operazione demagogica e strumentale. Se, invece, il giovane consigliere vuol sostenere che l’attività di manutenzione ordinaria fosse più efficace e puntuale durante il lungo regno del centrosinistra in città, basti qui ricordare che sull’argomento il popolo sovrano ha già espresso il proprio giudizio in almeno due tornate elettorali.  Il circolo di Azione Giovani “Alfonso Virdia – Centro Storico”  ritiene, al contrario del consigliere Falcomatà, che la vera sfida per l’Amministrazione, oggi, sia quella dell’educazione civica e della repressione rigorosa e sistematica dei gesti di inciviltà e degrado di troppi reggini. Tolleranza zero. In questa operazione, la Giovane Destra sarà da oggi avanguardia di idee e di azione, a sostegno delle Istituzioni e, soprattutto, di quella maggioranza silenziosa che vuole difendere lo sviluppo, le realizzazioni e le conquiste della città con le unghie e con i denti. Reggio è cambiata, è ora che cambino i comportamenti dei reggini !
Uff. Stampa Circolo Azione Giovani “Alfonso Virdia – Centro Storico”

“Le olimpiadi della libertà” sbarcano a Catona

Giugno 21, 2008 at 3:30 pm | In Azione Giovani, Reggio Calabria | Leave a Comment
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Nel giorno del passaggio della fiaccola olimpica dalla capitale tibetana, Lhasa, il Circolo di Azione Giovani “Luglio 1970” di Catona ha fatto sentire la propria voce in difesa dei popoli oppressi. Anche sul lungomare di Catona, presso la struttura del lido “Reitano”, si è svolta infatti la campagna nazionale “Metti all’angolo la repressione – Partecipa alle olimpiadi della libertà” che ha visto impegnati decine di giovanissimi atleti in gare di beach volley e beach soccer. Il significato dell’iniziativa è stato chiarito dai responsabili dell’organizzazione giovanile di Alleanza Nazionale. Entusiasmo per l’ottima riuscita dell’iniziativa è stato espresso dal Presidente del Circolo catonese che ha evidenziato la massiccia presenza di ragazzi. “In un momento nel quale i diritti umani sono spesso calpestati la voce dei giovani, a prescindere da qualsiasi colore politico, deve essere chiara e forte in difesa di tutti i popoli oppressi”. Presenti anche i consiglieri circoscrizionali Pietro Pratticò e Giulio Barbitta e il consigliere comunale Daniele Romeo che ha sottolineato come “nel giorno in cui la polizia comunista cinese rinchiude i monaci Tibetani nei loro monasteri per svolgere la propria parata di regime per le strade di Lhasa, è significativo che la gioventù reggina si mobiliti per rimarcare i valori della libertà, dei diritti umani e dell’identità dei popoli”. Infine i dirigenti della Federazione provinciale reggina di Azione Giovani hanno coralmente ribadito l’invito al governo e al CONI di far sì che lo sport italiano boicotti le olimpiadi di Pechino al fine di lanciare un segnale forte e inequivocabile contro il regime liberticida cinese, alfiere insieme della repressione veterocomunista e della globalizzazione più selvaggia.

Ufficio Stampa – Azione Giovani Reggio Calabria

Free tibet

Giugno 20, 2008 at 4:01 pm | In Azione Giovani, Reggio Calabria | Leave a Comment

Ricevo e pubblico l’invito per la manifestazione pro Tibet organizzata dal circolo “Luglio 1970″ di Catona
Cari camerati

In occasione del passaggio in Tibet del “fuoco sacro”, che rappresenta idealmente i valori stessi che lo sport incarna, rilanceremo quella che consideriamo una vera e propria battaglia di civiltà. Vogliamo un Tibet libero dall’oppressore cinese.

Per questo motivo Azione Giovani promuove una campagna nazionale dal titolo:

Metti all’angolo la repressione – Partecipa alle olimpiadi della libertà“.

Sabato 21 Giugno alle ore 11 presso il lido “Reitano” a Catona.
si raccomanda la presenza.

in alto i cuori

Santi Nunnari

Meloni: aiuterò i veri eroi: i precari che fanno figli

Maggio 9, 2008 at 9:03 pm | In Azione Giovani | Leave a Comment

Roma – È il ministro più giovane della storia d’Italia. Ma lei non vuole enfatizzare, e sospira: «Così dicono gli uffici delle statistiche». Ha battuto per un anno il primato di Enrico Letta nel primo governo Prodi. Il primo abbraccio «a Fabio Rampelli, il dirigente che mi ha buttato in pista a 21 anni, candidata alla Garbatella. Quella sì che era una follia». Arriva alla cerimonia del Quirinale a piedi («sono 300 metri, che dovevo prendere? Il cavallo» ), dopo essersi avvicinata al centro con la sua ormai leggendaria Mini verde. Al ministero qualcuno era un po’ stupito. Lei si tiene ancorata al principio stabilito quando è diventata vicepresidente della Camera: «Se c’è un’esigenza di rappresentanza uso l’auto blu, se no guido da me». Facciamo l’intervista mentre corre da Palazzo Chigi a Saxa Rubra, per il primo programma televisivo del suo mandato. Chiedo speranzoso: «Qui c’è un’esigenza di servizio?». Giorgia Meloni sorride: «No, non mi pare». E così finiamo in quattro nella Mini (guida lei): il neo ministro, la sua portavoce Giovanna, e il suo caposegreteria Giovanbattista.

Un minuto prima del giuramento al Quirinale dov’era?
(Sorride) «A brindare nel bar di Alfonso un nostro militante, che ha il locale in via IV novembre».

Sua madre Anna, si è emozionata più questa volta o per l’elezione a Montecitorio?
«Questa volta non se lo aspettava. Se le racconto cos’è successo oggi…».

Cos’è successo?
(Altro sorriso) «Stava facendo la spesa al solito banco del mercato della Garbatella, è arrivato uno della radio e si è messo a chiedere a quelli dei banchi: “Qualcuno conosce la Meloni?”».

E sua madre?
«Il pizzicarolo che in italiano sarebbe quello del banco degli alimentari, le ha lanciato un’occhiata e le ha detto: “Signò me sa che deve parlà lei”».

Sarebbe interessante sapere cosa ha detto la signora Anna.
«Non lo so neanch’io, anche a me farebbe piacere».

Parliamo di cose serie, adesso cambia il numero di telefono?
«Ma che scherza? Non lo cambio da dieci anni…»

Così la chiamano tutti…
«Ecco, approfittiamo dell’intervista, oggi sono riuscita a rispondere a 100 sms. Poi sono andata in tilt. Per i restanti 712 mi impegno a farlo prima della fine della legislatura».

Tutti che le chiedono il primo provvedimento…
«E io li deludo rispondendo: il primo non c’è. Come il secondo e il terzo».

Qui mi aspetto un colpo di scena.
(Sospira) «Vede, i provvedimenti arrivano, li devi varare. Quello che vorrei portare di nuovo è un’idea complessiva. L’idea che si devono cambiare le regole del gioco per la generazione precaria, ovvero quel popolo di persone dai 14 ai 40 anni che oggi devono vivere senza stipendio fisso, senza casa, senza la possibilità di costruirsi una famiglia»

E da dove si comincia?
«In un Paese come questo, che è in mano alle caste e ai privilegi, dalla rivoluzione del merito».

Ovvero?
«Sostituendo l’egualitarismo della sinistra un’idea un po’ chic e un po’ brutale per cui dovremmo essere tutti uguali, con l’uguaglianza».

Qual è la differenza?
«Aspirare all’uguaglianza del punto di partenza ovvero le pari opportunità per tutti piuttosto che l’uguaglianza del punto di arrivo, ovvero il livellamento di tutti».

Ha in mente degli strumenti per farlo?
«I primi due sono il prestito d’onore e la detassazione per le giovani imprese. Il che vuol dire sostenere i giovani, e i loro progetti, indipendentemente dal censo e dal loro patrimonio familiare. Ovvero rompere i privilegi delle rendite che hanno bloccato quelli che in questo Paese avevano delle idee».

Eppure oggi in Italia i giovani fanno notizia solo per delitti e violenze.
«Ed è un altro dei pallini che ho in testa. Passare dal racconto della degenerazione a quello di una generazione. Spostare i riflettori dalle storie di degrado, e provare a raccontare e a far emergere le piccole storie di coraggio quotidiano».

Lei usa la parola coraggio?
«Sì, che cos’altro serve per raccontare ragazzi e ragazze che devono lavorare il triplo per ottenere la metà dei loro padri».

Chi è secondo lei uno di questi eroi quotidiani?
«I precari che fanno figli anche se non sanno come riusciranno a pagargli la scuola. Noi, – intendo i media, la politica, le istituzioni – in questi anni abbiamo guardato solo ai bulli, ai teppisti, ai mostri da stadio. Adesso bisogna provare a voltare pagina».

Lei per anni ha fatto battaglia contro la Melandri, ora prende il suo posto.
«Non condividevo le sue idee, ma ovviamente riconosco che le ha sostenute con serietà e con grande impegno».

Teme la sua opposizione, adesso?
(Grande risata) «So che si era lamentata perché l’avevamo combattuta con un sito ironico politico, melandrina.it. Se riesce a fare meloncina.it mi tolgo il cappello».

Parte il cineforum di destra

Marzo 20, 2008 at 5:25 pm | In Azione Giovani | 1 Comment

Per un maledetto centimetro…

Marzo 11, 2008 at 12:40 pm | In Azione Giovani, GpN, politica | Leave a Comment

dal film “Ogni maledetta domenica” di Oliver Stone, il monologo di Al Pacino

Non so cosa dirvi davvero.
Tre minuti alla nostra più difficile sfida professionale.
Tutto si decide oggi.
Ora noi, o risorgiamo come squadra, o cederemo un centimetro alla volta, uno schema dopo l’altro, sino alla disfatta. Siamo all’inferno adesso, signori miei. Credetemi.
E… possiamo rimanerci, farci prendere a schiaffi oppure aprirci la strada lottando verso la luce.
Possiamo scalare le pareti dell’inferno un centimetro alla volta.

Io però non posso farlo per voi, sono troppo vecchio.
Mi guardo intorno vedo i vostri giovani volti e penso… certo che… ho commesso tutti gli errori che un uomo di mezza età possa fare. Sì perché io ho sperperato tutti i miei soldi, che ci crediate o no. Ho cacciato via tutti quelli che mi volevano bene e da qualche anno mi dà anche fastidio la faccia che vedo nello specchio.
Sapete col tempo, con l’età tante cose ci vengono tolte ma questo fa… fa parte della vita.
Però tu lo impari solo quando quelle cose le cominci a perdere e scopri che la vita è un gioco di centimetri. E così è il football.
Perché in entrambi questi giochi, la vita e il football, il margine d’errore è ridottissimo. Capitelo…
Mezzo passo fatto un po’ in anticipo o in ritardo e voi non ce la fate. Mezzo secondo troppo veloci o troppo lenti e mancate la presa. Ma i centimetri che ci servono sono dappertutto, sono intorno a noi, ci sono in ogni break della partita, ad ogni minuto, ad ogni secondo.
In questa squadra si combatte per un centimetro. In questa squadra massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi, per un centimetro. Ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro.
Perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri, il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza tra vivere e morire.
E voglio dirvi una cosa: in ogni scontro è colui il quale è disposto a morire che guadagnerà un centimetro.
E io so che se potrò avere un’esistenza appagante sarà perché sono disposto ancora a battermi e a morire per quel centimetro. La nostra vita è tutta lì. In questo consiste, e in quei 10 centimetri davanti alla faccia.

Ma io non posso obbligarvi a lottare! Dovrete guardare il compagno che avete accanto, guardarlo negli occhi. Io scommetto che ci vedrete un uomo determinato a guadagnare terreno con voi. Che ci vedrete un uomo che si sacrificherà volentieri per questa squadra, consapevole del fatto che quando sarà il momento voi farete lo stesso per lui.
Questo è essere una squadra, signori miei!
Perciò… o noi risorgiamo adesso, come collettivo, o saremo annientati individualmente.
È il football ragazzi! È tutto quì.
Allora, che cosa volete fare?”

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