Elezioni Europee: le preferenze nel Comune di Reggio Calabria

Giugno 8, 2009 at 12:50 pm | In Azione Giovani, Reggio Calabria, politica | Leave a Comment

Ecco i dati delle preferenze personali al voto dei Reggini, a completamento di quanto già scritto nell’articolo di stamattina sul voto dei Reggini.
I Reggini Michelangelo Tripodi (Comunisti Italiani) e Giuseppe Sergi (Mpa) hanno trascinato le rispettive liste su dignitose percentuali.
Oltre undicimila voti per Silvio Berlusconi.

by LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

Questo è un ministro :)

Dicembre 7, 2008 at 8:29 pm | In Azione Giovani, politica | Leave a Comment

Veltroni non sa contare, rimandiamolo a scuola!!!

Ottobre 26, 2008 at 4:12 pm | In politica | Leave a Comment

Veltroni dice che alla manifestazione del PD del 24 ottobre erano in 2 milioni quando la capienza del Circo Massimo è di “appena” 300mila persone. Gli studi per i dati della capienza dell’area sono stati effettuati proprio dal comune di Roma quando Veltroni era sindaco.

Superficie del Circo Massimo: 73000 metri quadrati

4 persone al metro quadrato: 292mila persone

PER OTTENERE 2 MILIONI DI PERSONE: 27 PERSONE AL METRO QUADRATO!

Firmiamo…Oltre L’emergenza

Ottobre 17, 2008 at 7:28 am | In Azione Giovani, Reggio Calabria, politica | Leave a Comment
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La Cina ha già vinto l’ORO della REPRESSIONE

Agosto 8, 2008 at 8:26 am | In Azione Giovani, politica | Leave a Comment
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Bhè oggi volevo scrivere due righe sulle Olimpiadi in cina, se ne è parlato tanto, e tante polemiche sono uscite fuori in questi giorni, e girando per la rete in caccia di informazioni mi sono imbattutto in un articolo di Azione GIovani Bologna che penso sia semplicemnte perfetto infatti lo riporto qui con una piccolissima aggiustatina ;) , scusatemi ma Giorgia e Giorgia…

“08/08/08, prenderanno il via le olimpiadi cinesi, le più discusse da quelle moscovite (e boicottate) del 1980.

E’ di pochi giorni fà l’ultima polemica legata alla proposta lanciata agli atleti italiani da Giorgia Meloni – ministro della Gioventù e presidente di Aizione Giovani – e da Maurizio Gasparri – capogruppo in Senato del Popolo della Libertà – di disertare la cerimonia d’apertura e di dimostrare il proprio dissenso alla politica cinese in ogni occasione possibile durante i Giochi.
Vogliamo fare i nostri complimenti al nostro Presidente ed al Sen. Gasparri ed al Ministro Giorgia Meloni per la coerenza ed il coraggio di essere fuori dal coro del “politicamente corretto”.
In tempi non sospetti, all’indomani dell’assegnazione alla Cina dell’Olimpiade, Azione Giovani scese in campo (v.immagine), per gridare il proprio no allo svolgimento di una manifestazione così importante nel paese dei Draghi.Un no gridato due anni fa in Piazza Montecitorio durante la nostra festa nazionale Atreju. Un no motivato dal perdurare in Cina di un regime che assomma in sè i mali del comunismo e del capitalismo più sfrenato.
Repressione di ogni libertà civile e religiosa, sistematica violazione dei diritti umani, campi di concentramento (laogai, in mandarino), distruzione sfrenata dell’ambiente, terrorismo finanziario, diseguaglianze sociali: questo è il paese che dovrebbe ospitare i sacri valori rappresentati dal perenne fuoco d’Olimpia.
Ci pareva quindi sacrosanta la proposta avanzata dai due esponenti del PDL, che in tempi non sospetti avevano sostenuto il fronte del boicottaggio vero e proprio alle olimpiadi cinesi.
Si è invece assistito ad un’avvilente levata si scudi assolutamente bipartisan da parte dei perenni paladini del polticamente corretto.
Se non ci meraviglia un un Veltroni alle prese con uno dei suoi acrobatici “ma anche” (giusto boicottare ma anche andare ai giochi), dispiacciono profondamente e ci fanno rabbia alcune dichiarazioni giunteda altre parti e dalle file del centro – Destra stesso.
Dispiace sentire il Ministro degli Esteri liquidare la proposta con il monito a “non politicizzare le Olimpiadi”: perchè non sono forse una vetrina politica per la Cina?
Dispiace sentire il Presidente della Camera Fini dire che “il boicottaggio è inutile”: e quindi dovremmo fare solo ciò che è utile? E ciò che è giusto? Non ci sono forse, a Destra, valori che contano più della mera utilità?
Dispiace sentire Bossi dire che “tanto valeva boicottare i giochi, a questo punto è stupida qualunque altra azione”: quindi l’inesistente Padania ha diritto a essere libera e il Tibet no? Complimenti per la coerenza, vada a dar via i ciapp’ senatur !(in lombardo, così capisce).
Dispiace sentire un campione come il pugile Clemente Russo – che pure afferma di far parte del nostro mondo – definire “incompetenti” la Meloni e Gasparri: capiamo il punto di vista degli atleti, ma altri suoi colleghi hanno annunciato iniziative forti pur partecipando alle olimpiadi. E poi certi Valori e certe battaglie non richiedono sconti.
Dispiace sentire un uomo di sport di valore come il presidente del CONI Petrucci dire che “non è compito dello sport portare avanti certe battaglie”: e invece no, caro Petrucci. Proprio gli sportivi con la loro popolarità possono farsi veicoli di messaggi fortissimi in maniera molto più evidente di tante parole spese dai politici. Rammenta, signor Pertucci, il gesto di Smith e Carlos a Messico ‘68?
Dispiace e fa rabbia ascoltare tutto questo, come ci hanno infastidito nei mesi scorsi la scusa del lungo viaggio addotta da Berlusconi per non andare alla cerimonia di apertura o il dietrofront di Sarkozy, che prima ha annunciato di non prendervi parte, salvo poi essere in prima fila tra due giorni a Pechino.
Ciò ci indigna soprattutto da parte di uomini che, pur condividendo con noi certi Valori, non dimostrano il coraggio di declinarli nella realtà.
C’ è però un unico aspetto positivo in queste Olimpiadi: per un mese, i riflettori del mondo saranno puntati sulla Cina e ciò (come già stiamo vedendo) non farà altro che sottolineare quante nuvole vi siano nel cielo del fu Celeste Impero, quanto minaccioso sia per tutti noi l’Impero dei Draghi.
Per un mese il re sarà nudo: non lasciamo che gli venga cucito addosso un comodo vestito di banconote.”

14 Luglio

Luglio 14, 2008 at 12:24 pm | In Reggio Calabria, politica | Leave a Comment
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ore 18.00
incontro-dibattito aperto agli interventi di tutti a piazza S. Giorgio al Corso per rispondere alla domanda “E’ ancora buio a Reggio?”
ore 20.00
deposizione di fiori presso il monumento alla Rivolta sul lungomare Falcomatà

Perchè un Comitato per la rivolta?

Perchè giovani donne e uomini della nostra città credono sia giunto il tempo di dare nuovo significato e nuovo slancio alle ormai stanche e flebili commemorazioni di questa tappa fondamentale per la storia dell’intera Nazione.
Abbiamo deciso, perciò, di riunire singoli cittadini, sigle e associazioni in un unico “Comitato 14 luglio” con il preciso obiettivo, nel corso degli anni, di ( dall’articolo 2 dello Statuto del Comitato )

  • Promuovere e sostenere la commemorazione, lo studio e l’analisi storica, politica e di costume dei fatti della cosiddetta “Rivolta di Reggio” e, più in generale, delle vicende che ad essa hanno condotto e che da essa hanno tratto origine nella storia contemporanea della città di Reggio Calabria ;
  • Preservare e diffondere il genuino significato storico dei fatti di Reggio, come Rivolta spontanea e corale del popolo reggino contro le condizioni di marginalità, arretratezza e degrado politico e civile del proprio territorio ;
  • Promuovere e sostenere iniziative che, valorizzando l’eredità storica e politica della Rivolta di Reggio, perpetuino e rendano vivo e attuale il messaggio di riscatto e di difesa dell’identità e delle legittime aspirazioni della Comunità reggina.

Quest’anno l’attenzione dei promotori del Comitato è rivolta

  • A coinvolgere nel Comitato, senza steccati ideologici, coloro che condividono le anzidette finalità e vogliano dare la propria testimonianza o il proprio impegno attivo alla causa comune. Invitiamo anche Voi, pertanto, ad aderire al Comitato : contattandoci al numero 3486414831 (Vincenzo) ; inviando una mail a comitato14luglio@gmail.com o visitando il sito comitato14luglio.blogspot.com .
  • Ad organizzare per lunedì 14 luglio 2008, prima della tradizionale deposizione di fiori presso il monumento alla rivolta, un incontro-dibattito aperto agli interventi di tutti dalle ore 18 a piazza S. Giorgio al Corso per rispondere alla domanda “E’ ancora buio a Reggio?” . La Vostra presenza e il Vostro intervento sarebbero oltremodo apprezzati al fine di celebrare e rinnovare, comunitariamente, lo spirito e la dignità di quella lotta.
  • A presentare presso i consessi elettivi locali ( Circoscrizioni, Comune, Provincia ecc… ) ordini del giorno diretti a promuovere iniziative di ricordo e studio dei fatti di Reggio.

Un’ultima, doverosa, puntualizzazione, che possa spazzar via i timori di chiunque voglia aderire al Comitato. Il “Comitato 14 luglio” non si allineerà mai al dilagante malcostume reggino di ridursi a semplice vetrina, microfono o piedistallo per il più furbo dei suoi aderenti. Il Comitato è il frutto generoso e genuino dell’amore di tanti giovani reggini per la loro città, la sua travagliata storia e la sua imperitura voglia di riscatto. Bramoso del contributo di tutti, ma attento nel preservare la purezza d’animo e l’onestà di scopi che la sacralità della causa da perseguire esige dai partecipanti.
Siamo certi che anche Voi vorrete essere tra chi, da 40 anni, non ha dimenticato le ragioni di Reggio !

SEGNALO INOLTRE L’ESISTENZZA DI UN BLOG DI RIFERIMENTO CHE è: WWW.COMITATO14LUGLIO.BLOGSPOOT.COM

 

Reggio: degrado e inciviltà. Tolleranza zero per Azione Giovani

Luglio 9, 2008 at 7:15 am | In Azione Giovani, Reggio Calabria, politica | Leave a Comment
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Decine di migliaia di persone, reggini e forestieri, affollano ogni sera, con una crescita esponenziale negli ultimi anni, il lungomare di Reggio. Gente di ogni età ed estrazione sociale che ha ormai consacrato quale fulcro della propria vita sociale e del proprio divertimento la via marina cittadina. Che questo “sovraccarico umano” cominci a pesare sulle strutture e sul decoro del lungomare è innegabile, è sotto gli occhi di tutti i reggini. Ma la minuziosa descrizione del consigliere Falcomatà, al netto dei tratti pittoreschi ed iperbolici, non aggiunge nulla di politicamente degno di nota. A parte la conferma che anche le nuove leve del centrosinistra reggino soffrono di una cronica “interessatissima” incapacità di analisi dei problemi della città. Non una parola di condanna contro i virtuosi della bomboletta spray. Non una parola contro i vandali devastatori di ogni forma di arredo urbano. Tutta colpa dell’assenza di “buon gusto” dell’Amministrazione ! E poco importa se i piani di sorveglianza straordinaria delle aree più a rischio, attuati lo scorso anno dall’Amministrazione, siano oggi ridimensionati per la scellerata campagna del centrosinistra contro i 110 giovani vigili urbani preposti a tali compiti. Poco importa se la speranza di avere un lungomare da vivere 12 mesi l’anno, come antidoto al degrado che nasce dalla desolazione dei luoghi, sia stata vanificata da una crociata priva di senso contro i gazebo fissi. Sia chiaro a tutti che il decoro del Lungomare, così come dell’intera città, non può che essere il risultato della somma tra l’azione di manutenzione degli enti preposti e il senso civico dei reggini. Dimenticare uno degli addendi per far ricadere l’intera responsabilità dello stato dell’arte sull’Amministrazione comunale è un’operazione demagogica e strumentale. Se, invece, il giovane consigliere vuol sostenere che l’attività di manutenzione ordinaria fosse più efficace e puntuale durante il lungo regno del centrosinistra in città, basti qui ricordare che sull’argomento il popolo sovrano ha già espresso il proprio giudizio in almeno due tornate elettorali.  Il circolo di Azione Giovani “Alfonso Virdia – Centro Storico”  ritiene, al contrario del consigliere Falcomatà, che la vera sfida per l’Amministrazione, oggi, sia quella dell’educazione civica e della repressione rigorosa e sistematica dei gesti di inciviltà e degrado di troppi reggini. Tolleranza zero. In questa operazione, la Giovane Destra sarà da oggi avanguardia di idee e di azione, a sostegno delle Istituzioni e, soprattutto, di quella maggioranza silenziosa che vuole difendere lo sviluppo, le realizzazioni e le conquiste della città con le unghie e con i denti. Reggio è cambiata, è ora che cambino i comportamenti dei reggini !
Uff. Stampa Circolo Azione Giovani “Alfonso Virdia – Centro Storico”

Per un maledetto centimetro…

Marzo 11, 2008 at 12:40 pm | In Azione Giovani, GpN, politica | Leave a Comment

dal film “Ogni maledetta domenica” di Oliver Stone, il monologo di Al Pacino

Non so cosa dirvi davvero.
Tre minuti alla nostra più difficile sfida professionale.
Tutto si decide oggi.
Ora noi, o risorgiamo come squadra, o cederemo un centimetro alla volta, uno schema dopo l’altro, sino alla disfatta. Siamo all’inferno adesso, signori miei. Credetemi.
E… possiamo rimanerci, farci prendere a schiaffi oppure aprirci la strada lottando verso la luce.
Possiamo scalare le pareti dell’inferno un centimetro alla volta.

Io però non posso farlo per voi, sono troppo vecchio.
Mi guardo intorno vedo i vostri giovani volti e penso… certo che… ho commesso tutti gli errori che un uomo di mezza età possa fare. Sì perché io ho sperperato tutti i miei soldi, che ci crediate o no. Ho cacciato via tutti quelli che mi volevano bene e da qualche anno mi dà anche fastidio la faccia che vedo nello specchio.
Sapete col tempo, con l’età tante cose ci vengono tolte ma questo fa… fa parte della vita.
Però tu lo impari solo quando quelle cose le cominci a perdere e scopri che la vita è un gioco di centimetri. E così è il football.
Perché in entrambi questi giochi, la vita e il football, il margine d’errore è ridottissimo. Capitelo…
Mezzo passo fatto un po’ in anticipo o in ritardo e voi non ce la fate. Mezzo secondo troppo veloci o troppo lenti e mancate la presa. Ma i centimetri che ci servono sono dappertutto, sono intorno a noi, ci sono in ogni break della partita, ad ogni minuto, ad ogni secondo.
In questa squadra si combatte per un centimetro. In questa squadra massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi, per un centimetro. Ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro.
Perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri, il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza tra vivere e morire.
E voglio dirvi una cosa: in ogni scontro è colui il quale è disposto a morire che guadagnerà un centimetro.
E io so che se potrò avere un’esistenza appagante sarà perché sono disposto ancora a battermi e a morire per quel centimetro. La nostra vita è tutta lì. In questo consiste, e in quei 10 centimetri davanti alla faccia.

Ma io non posso obbligarvi a lottare! Dovrete guardare il compagno che avete accanto, guardarlo negli occhi. Io scommetto che ci vedrete un uomo determinato a guadagnare terreno con voi. Che ci vedrete un uomo che si sacrificherà volentieri per questa squadra, consapevole del fatto che quando sarà il momento voi farete lo stesso per lui.
Questo è essere una squadra, signori miei!
Perciò… o noi risorgiamo adesso, come collettivo, o saremo annientati individualmente.
È il football ragazzi! È tutto quì.
Allora, che cosa volete fare?”

Io Voterò PDL

Marzo 6, 2008 at 11:08 pm | In Azione Giovani, politica | 1 Comment

Da quando per la prima volta ho scirtto sul Pdl ho continuato a leggere, sentire opinioni , confrontarmi e ho potuto cosi vedere come molti hanno cambiato idea, rispetto allo sbandamento iniziale mentre ovviamente resta ancora quella parte completamente contraria che comunque continua a ridimensionarsi.

Francamente ero convinto prima che il partito unico fosse una naturale conseguenza della direzione che An aveva preso già dai tempi della sua fondazione e lo sono ancora oggi. Le intenzioni verso le quali il partito si è mosso in questi anni ero chiare e lampanti, non si tratta di una svolta per nulla casuale. In politica si sa i cambiamenti spesso sono preparati, ponderati ma i colpi di scena e gli stravolgimenti dell’intero quadro politico avvengo con velocità fulminee e li o si è dentro o si resta troppo indietro rispetto agli altri, e restare fuori potrebbe significare pagare prezzi altissimi.

Non voglio comunque parlare e scrivere sulle scelte dei vertici e su come questa decisione si doveva prendere ma personalmente mi voglio rivolgere a tutti quelli che sono pronti a mettere la croce sul altri simboli che non sono quelli del Pdl, agli scontenti e a chi invece per i propri fini strumentalizza la questione per tirare acqua verso i propri mulini.

È fuori ogni ombra di dubbio che gli storaciani sono li in agguato a gridare fantomatici tradimenti, a gridare che loro non moriranno democristiani e tutte quelle belle frasi che fanno molto effetto sulla nostra base militante una base sicuramente molto sensibile e affezionata al tema dell’identità. Chi assume questi comportamenti dovrebbe avere un minimo di coerenza con se stesso e cambiare partito, cose che la maggior parte effettivamente non fa mantenendo ben salde le posizioni in attesa del risultato elettorale e questo è semplicemente vergognoso, si può capire chi voterà per la destra anche se fa parte di AN ma non certo chi si impegna in una campagna elettorale pur restando nel nostro partito, questo non è assolutamente tollerabile.

In questi giorni ho avuto modo di chiarirmi molto le idee e di farmi delle mie opinioni su tutta la questione.

Come ha scritto lo stesso Alemanno in un aritcolo “Questo è il tempo in cui si deve ripartire dalle basi ideologiche, programmatiche e culturali che da sempre ci hanno caratterizzato. Infatti, ci siamo sempre ispirati all’idea che, prima dei partiti e prima delle appartenenze particolari, ci fosse il bene comune rappresentato dall’Italia, un bene comune di fronte al quale si deve essere in grado anche di sacrificare se stessi e i propri interessi particolari.
Questa è l’idea con cui dobbiamo accostarci alla nascita del Popolo delle libertà.
Ma occorre costruire bene l’architettura di questo nuovo soggetto politico.
Il rischio è, infatti, quello di cadere di nuovo nel vecchio equivoco: quello di ritenere che sia sufficiente dar vita ad una generica realtà moderata, più o meno centrista, nella convinzione che le elezioni si vincano al centro, dicendo le cose più sbiadite possibili.
È vero che ci vuole una grande alleanza per l’Italia, ma questa grande alleanza non deve essere generica, priva di direzione né di determinazione; essa non può fare a meno dei nostri valori.”

1) 1) Sarebbe da irresponsabili non partecipare a questa fase politica nazionale facendo spostare il baricentro verso il centro regalando l’Italia a chi prima di Tangentopoli la stava distruggendo a chi oggi ripulito si presenta come il nuovo ma non è che non è altro che un vecchio tassello della Prima Repubblica.

2) 2) Sarebbe da irresponsabili otre che da cretini non partecipare a questa fase politica partitica, una fase dove il confronto, la discussione interna, il dibattito non possono che farci crescere politicamente e maturare su tutti i piani. È una fase dove il contributo di tutti per quanto piccolo che possa essere può servire a tutta la comunità.

3) 3) Sarebbe da irresponsabili non rinnovare le tessere, abbandonare il partito perché magari ci si sente traditi senza partecipare più attivamente alla militanza, nel momento in cui il partito ha maggiormente bisogno della sua base. Ricordiamocci che per il momento il PDL è solo un accordo elettorale e che altre decisioni passeranno per un congresso nel quale i giochi non sono per nulla fatti e dove tutti potranno far sentire la propria. Un congresso in cui sicuramente ne succederanno delle belle e sarebbe un peccato non esserci.

4) 4) Personalmente voterò per il PDL, e voterò per non regalare nuovamente il paese alla sinistra. Per quanto riguarda Storace non rappresenta assolutamente una valida alternativa ma anzi un ennesimo goffo tentativo di cercare di guadagnare potere politico senza attuare la minima coerenza tra le proprie azione e le proprie dichiarazioni.

5) 5) Anche se voterò per il PDL non sono d’accordo sullo scioglimento di AN attualmente i tempi non sono maturi ma stiamo per affrontare due fasi quella del 13 aprile prima, e quella di ottobre poi che potrebbero cambiare ancora nuovamente tutto. Personalmente credo che una confederazione, mantenendo le strutture separate, in maniera da organizzare e gestire meglio una fase di transizione verso il partito unico, sia la soluzione migliore. Una fase che permetta di costruire un nuovo soggetto politico gradualmente garantendo l’apporto di esperienze, valori, idee e programmi, una fase che raccolga il meglio dei movimenti che sono entrati a fare parte del PDL, una cernita per creare qualcosa di veramente nuovo e fresco che possa rilanciare il nostro paese.

Noi giovani, da uomini liberi, non possiamo certamente stare alla finestra e perdere delle occasioni come queste per farci sentire per partecipare attivamente a ciò che ci circonda non possiamo assolutamente scadere in un qualunquismo di fondo rimpiangendo i tempi che furono senza fare niente limitandocci a dire che siamo stati traditi o chissà cosa, noi dobbiamo fare quello che abbiamo sempre fatto… Noi dobbiamo combattere dobbiamo essere presenti e partecipare, dobbiamo continuare inesorabilmente a MILITARE. Come qualcuno mi ha detto “non ci lasciamo mutare dagli eventi ma li pieghiamo alla nostra visione del mondo”, non dobbiamo mai perdere la grinta e lo forza che ci contraddistinguono. Cari ragazzi non fermatevi alle apparenze, non smettete di pensare di confrontarvi, non vi appiattite sul pensiero che sia finito perché questo e solo l’inizio di un’altra avventura, un’altra battaglia che noi non possiamo non combattere, noi siamo i militanti di Azione Giovani e come al solito faremo la differenza. Nessuno di noi è solo perché tutti facciamo parte di una comunità e se singolarmente possiamo essere solo dei giovani che amano la politica insieme siamo una comunità che fa vera politica lasciamo stare chi fugge nella speranza di trovare più spazio altrove noi dobbiamo restare e lottare, dire la nostra contribuire a scrivere il nostro futuro.

PDL RIFLESSIONI INIZIALI

Febbraio 13, 2008 at 12:21 am | In Azione Giovani, politica | Leave a Comment

Giovedi  7 febbraio 2008, una data che molti militanti ricorderanno per la vita… Una data in cui dopo al primo telegiornale a molti di noi è saltato il cuore in gola, per la prima volta sulla scheda elettorale dopo 60 anni, non ci sarà la fiamma dell’Msi. Questa è una fase politica in cui tutti tendono a mantenere la posizione a non sbilanciarsi a non prendere posizione sia mai di poter restare senza poltrona meglio  seguire le indicazione di corrente. Sinceramente in questi giorni ho avuto modo di sentire e confrontarmi con molti militanti come me di Azione Giovani e di Alleanza Nazionale e quello che vedo principalmente e amarezza e confusione.

Più mi sforzo di capire la questione, più leggo gli articoli e le interviste più capisco che mi sfugge un passaggio, più mi sembra che mi manca un pezzo importante di tutta la vicenda.  Non faccio Fini cosi pazzo da realizzare un partito dalla sera alla mattina non tenendo conto di quello che potrebbe essere l’umore della base e buttare all’aria tutto il lavoro che si è costruito in 60 anni, non considerando cosa potrebbe succedere in caso di sconfitta.

Analizzando la questione, dopo l’assemblea programmatica di dicembre in cui Fini ribadì che AN sarebbe rimasta tale non si sarebbe sciolta sarebbe rimasta un partito di destra oggi a poco più di un mese di distanza siamo nel PDL, cosi dall’oggi al domani. Come la mia seppur limitata esperienza politica mi suggerisce che un processo del genere dovrebbe passare per grandi ed importanti linee e dei percorsi lunghi fatti di congressi confronti approfonditi con la base discussioni all’interno del partito e non in una notte con 50 telefonate.

Fatto sta che oggi la base è sconvolta disorientata e poco informata, non si capisce chi siamo, perché lo siamo dove andiamo, con quali regole, con quale organizzazione e con quali criteri di selezione della classe dirigente. Mentre prima sapevamo bene chi eravamo quali valori portava avanti il nostro partito quali idee, con quali regole e con quali criteri, ma soprattutto del nostro partito conoscevamo la storia, una splendida storia fatta di fede, onore e passione. Come ho più volte detto la passione la militanza i camerati hanno fatto si che la federazione diventasse la mia seconda casa. Già la militanza, che militanza ci potrà mai essere in un partito che non ha neppure il nome di un partito, “Popolo della libertà” che nome è? Sembra una grandissima stronzata, si chiamasse “Partito delle libertà” forse andrebbe già meglio.  La militanza quella fatta per strada a fare banchetti, volantinaggi a parlare con al gente ed attaccare manifesti, e non per soldi ma per passione, quello che ha sempre contraddistinto prima il glorioso Fronte della Gioventù e poi Azione Giovani e la voglia  e la passione di fare politica non per avere un posto di lavoro o per soldi, ma per passione la passione per la propria terra per la propria gente. Per amor patrio. Come può mai un militante attaccare manifesti senza la fiamma o la fiaccola? Come può mai mettere amore e divertirsi nel fare una campagna elettorale?

Scorrendo le pagine dei diversi siti dei giornali ho incontrato un articolo di Marcello De Angelis che mi ha lasciato semplicemente atteritto. Parliamo di un camerata che ha costituito un mito per tutti noi giovani, il grande Marcello i 270bis. Un articolo in cui in un contorto filosofeggiare del nulla dire ha praticamente difeso la scelta entrare nel  PDL senza dire però a quali condizioni. Le correnti arrivano fin qui.

La vicenda comunque va doppiamente interpretata Alleanza Nazionale dopo Fiuggi nasce come naturale successione del MSI come partito di governo in un evoluzione storica della repubblica italiana. Con un elettorato del 13% che, dopo i recenti avvenimenti politici come: il nuovo partito di zio Silvio il nuovo Partito Democratico l’uscita di Storace da An, i sondaggi davano all’8% se non meno. Un partito di governo ovviamenete all’opposizione non può assolutamente permettersi di perdere oltre i 5 punti percentuale a distanza di un paio di anni, An si doveva inevitabilmente rinnovare. In tutto questo la base militante non supera il 2% mentre il resto dell’elettorato sta all11%. A mio avviso la decisione di Fini si può interpretare tenendo conto di alcune variabili del contesto politico italiano.

1)      Il partito in forte calo si continua ad assicurare lo stesso numero di deputati e di senatori sfruttando il vantaggio delle liste bloccate senza dover ridurre le sue schiere in parlamento e mantenendo inalterato il proprio potere contrattuale.

2)      In Forza Italia senza dubbio, un partito di plastica, dove un solo uomo fà e finanzia  il partito e conquista il 25% dei consensi elettorali è orami alla fine. Già Silvio è sicuramente all’ultima candidatura da premier l’età c’è e non gli consente neppure di poter gestire ancora a lungo un partito come FI. Bel dilemma dunque chi gli poteva mai succedere? Il bello Bondi? O L’affascinante Cicchitto? Uno più imbranato dell’altro. L’unico modo che aveva il centro destra per non disperdere un simile consenso elettorale era quello di passarlo nelle abili mani di veri politici gente formatasi con esperienza sul campo e che sappia il fatto suo, in questo la classe dirigente di AN è sicuramente la migliore sul mercato all’interno del centrodestra e Fini indubbiamente sarebbe un ottimo presidente che saprebbe gestire e non sprecare anni di duro lavoro.

3)      Si realizza senza alcun sforzo in più, la tanto ambita entrata nel PPE che vede coronati anni di duro lavoro.

4)      A quanto pare mentre la decisione poco piace alla base molto piace all’elettorato.

5)      I voti di FI e l’organizzazione territoriale di AN ne fanno senza dubbio un partito tra i più forti in assoluto dello scenario politico italiano. ( e qui i circoli della libertà cercano di moltiplicarsi ma mai potranno arrivare ad an).

Ma andiamo avanti.

Personalmente sono sempre stato un sostenitore del partito unico, sono sempre stato convinto che la politica si debba evolvere rispetto i contesti socio politico culturali ed economici nei quali si viene a realizzare. Sempre convinto che la destra debba avere un unico interesse l’Italia e gli Italiani e che un partito per poter fare ciò deve essere un partito radicato sul territorio, che capisca le esigenze della gente e riesca a legiferare su di esse, che riesca inoltre a legiferare sulle proprie idee e che impronti la società secondo i criteri in cui si rispecchia. Poco ho sempre condiviso i gruppi extraparlamentari, nostalgici che passano da una commemorazione all’altra senza produrre un minimo di politica vera. La produzione politica passa dalle proposte dalla creazione e realizzazione di progetti con chiare finalità che mirano allo sviluppo della comunità e dei suoi componenti e non di soli ricordi. Guai al popolo che dimentica i suoi eroi, le sue tradizioni e le sue origini ma anche guai al popolo che non guarda al futuro che non investe sui propri figli.

Convinto che la politica fatta di ideali e valori sani come quelli della destra si possa realizzare in qualsiasi contesto purchè essa si possa liberamente esprimere al di là del contenitore in cui ciò avviene.  

Indubbiamente non in un partito che non si faccia dalla sera alla mattina ma un partito con regole e criteri precisi.

Non mi sentirei tradito se fosse un partito basato sul criterio della meritocrazia nell’assegnazione degli incarichi e non un partito basato sulle “quote”, non mi sentirei tradito se fosse un partito dai forti valori nazionali e patrioti, un partito che non rinneghi le proprie origini ma ne trovi orgogliosamente gli stimoli e le linee guide per il futuro, un partito che permetta di eleggere democraticamente dal basso il proprio organigramma ed i propri rappresentanti in senno alle istituzioni un partito governato da regole certe democratiche moderne,  che permetta a tutti gli iscirtti di votare ai congressi provinciali e non solo hai delegati, un partito insomma dalle forti radici lanciato verso un glorioso futuro per il centrodestra con al centro dei propri obbiettivi  l’Italia e gli Italiani.

Un partito che non rispecchi questi condizioni, un partito che non lascia crescere i propri militanti ma li soffoca nello schiavismo delle Quote di corrente, un partito che non porta vanti gli ideali della patria, della famiglia, della legalità della sicurezza e tutti quei temi cari alla destra, un partito che pensa solo al consenso elettorale mediante clientelismi allora non è e non sarà mai un partito per uomini di destra, perché questo sarebbe un partito stile vecchia democrazia cristiana che non farebbe gli interessi degli italiani e mai un uomo di destra potrebbe starci dentro.

Da giovane mi sembra comunque giusto e doveroso dover dire una cosa su cui tutti tacciono, al di là della questione del nostro partito stiamo entrando nella terza repubblica con i soggetti che erano al governo nella prima, stiamo entrando nella terza repubblica con i pezzi di antiquariato che si putrefanno in parlamento lasciando come al solito ai giovani poco, pochissimo spazio. Come può un paese cambiare con i vecchi che pensano solamente alla mera gestione del potere? Si stanno cambiando tutti gli assetti per non cambiare nulla in fondo…che schifo…

Bhè ora sapete un po’ tutti come la penso…

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